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A):Processo combinatorio

B):Codice delle dimensioni


Processo combinatorio
La trasformazione del contemporaneo avviene attraverso un processo combinatorio di forme e materiali.
E' possibile riconoscere ogni oggetto dalla forma e dal materiale prima ancora che dalla funzione.
E' possibile trasformare un oggetto cambiandone la forma e il materiale.
E' possibile progettare un oggetto partendo dalla combinazione casuale di forma e materiale.
Over relaxed architecture propone l'uso di dadi da gioco le cui facce sono composte rispettivamente da sei materiali e da sei forme elementari.

 
   
               

Codice delle dimensioni
Il tema della progettazione ricondotto alla scelta di elementi volumetrici caratterizzati da singole dimensioni (x,z,y) estremizzate positivamente o negativamente (o grandi o piccole).

 
               
               
  X Z Y      
grandi volumi
+ + +      
direzioni assiali, percorsi - - +      
separatori, tramezzi - + +      
piani, grandi superfici + - +      
concentratori - - -      
oppositori + + -      
torri, assi verticali - + -      
deviatori + - -      
               

Il codice delle dimensioni è un sistema di campionamento degli oggetti dal punto di vista del loro rapporto dimensionale interno. L'estremizzazione dei singoli valori delle coordinate cartesiane x, z, y in un " + ", cui corrisponde un valore alto, o in un " – " cui corrisponde un valore basso, è il primo assioma che permette di sintetizzare in una terna di valori positivi o negativi, l'aspetto formale degli oggetti. Questa estremizzazione separa dunque alcuni oggetti da altri attraverso un codice identificativo dalle caratteristiche definite, senza ambiguità.
Ad esempio oggetti in cui prevale l'altezza in maniera evidente sulle altre dimensioni sono contrassegnati da un ( - + - ), oggetti in cui sono prevalenti la x e la z , ossia la larghezza e l'altezza, saranno ( + + - ), ( un muro ad esempio che si erge come un ostacolo).

L'insieme degli oggetti che si evidenziano grazie a questo codice costituisce un abaco di elementi chiari, utili per composizioni in cui la riconoscibilità di ogni elemento è legata all'evidenza del rapporto dimensionale interno.
Questo non è l’unico dato per cui gli oggetti risultano riconoscibili alla percezione, in quanto anche altre categorie sono qualificanti: materiale, colore, funzione, peso etc.: questo processo però interessa unicamente l'aspetto formale geometrico interno agli oggetti escludendo perfino il rapporto proporzionale relativo, legato cioè alla misura globale e alla scala oggettiva: una volta dato il codice, gli oggetti perdono il rapporto relazionale di misura: gli oggetti diventano relazionabili soltanto in funzione dell'astratto codice dimensionale interno.

Una lettura della realtà attraverso questa classificazione esclusiva lascia fuori gli elementi la cui natura dimensionale non è così ben delineata: sono infatti eliminate le misure intermedie, che non possono marcare gli elementi identificandoli nei loro estremi dimensionali. Diventano così identificati un cipresso o un foglio di carta, perché il loro codice dimensionale è facilmente registrabile: ( - + - ) per il primo, ( + - + ) il secondo, e dunque possono legarsi in un sistema più o meno equilibrato secondo il parametro compositivo che verrà esposto più avanti. Sono meno identificabili oggetti che non assumono forme nette o approssimabili a volumi semplici, oppure oggetti in cui la differenza tra le dimensioni interne non è evidente. Anche tra questi ultimi può esistere un codice di appartenenza legata ad una classe funzionale: sono elementi approssimabili a cubi o a sfere che a seconda dell'uso nel reale o figurato nella composizione, possono registrarsi come ( + + + ) o ( - - - ). Quest'ultimo caso comprende tutti gli oggetti cui viene dato il compito di riferimento visivo primario (es.: un monumento in una piazza).

L'identificazione tipologica si determina anche in base alla posizione dell'oggetto nello spazio: rimanda ad una relazione tra gli oggetti in funzione di una logica compositiva di cui lo spazio è campo di assemblaggio definito. Si può prendere una matita, che in base alla sua posizione nello spazio assume il codice ( + - - ), ( - + - ) o ( - - + ) e fissare una di queste terne in funzione di una ipotesi compositiva in un sistema a più elementi.

Dall’analisi delle terne elencate emergono alcuni elementi interessanti:
a) esiste un ovvio legame tra l’elemento ( - - - ) e l’elemento ( + + + );
b) questi due, oltre agli elementi ( + - + ) e ( - + - ) sono indifferenti all’orientamento determinato dalla posizione dell’osservatore sul piano orizzontale di riferimento: il loro codice è simmetrico;
c) gli altri elementi, contrassegnati da un codice asimmetrico, risentono dell’ orientamento determinato dall’osservatore sul piano: essi possono invertire gli estremi in funzione dell’ orientamento delle coordinate cartesiane x e z ed un ( + + - ) può diventare un ( - - + ).

La catena di elementi genera un tracciato in progressione ortogonale la cui origine è contenuta già nella condizione identificativa degli elementi sulla base degli assi cartesiani. Esso viene assunto come riferimento di un ordine archetipo. L'assemblaggio si trasforma in una composizione quando ad esso viene dato l’orientamento in base alla posizione di osservazione e un obiettivo di resa globale.
Il punto di vista dell’osservatore pone una condizione identificativa inalterabile per tutto il sistema: esso determina l'orientamento e quindi il codice identificativo degli oggetti.
Il procedimento consiste dunque nell'individuazione di elementi identificabili per caratteristiche dimensionali, nella loro classificazione e nell'assemblaggio in catene, in insiemi chiari, caratterizzati da un unico registro ortogonale e da una logica interpretativa.

Gli oggetti selezionati come referenti del potenziale geometrico descritto, rimangono portatori di una serie di elementi essenziali per la qualità dell'assemblaggio: materiale, levigatezza, definizione intrinseca, rapporto forma/funzione, oltre alla carica simbolica aggiunta delle associazioni possibili.
Una concatenazione di due o più oggetti si può riassumere in un elenco di terne di valori di dimensioni x, z, y la cui sommatoria verifica più situazioni:
> di equilibrio esatto, nel caso che in tutte le dimensioni il risultato algebrico sia zero (è il caso del cipresso e del foglio di carta);
> di equilibrio + o equilibrio - , nel caso nella sommatoria delle x, delle z, delle y permanga per tutti un segno + o un segno - (il caso precedente cui si aggiunga o un grande volume o un concentratore);
> di prevalenza x, z, o y, nel caso di che la sommatoria delle dimensioni risulti con un + soltanto in una coordinata.

Una conseguenza del processo risiede nella possibilità di equilibrare un insieme aggiungendo uno o più oggetti in funzione delle necessità desumibili dalle sommatorie, oppure verificare come alcuni assemblaggi di elementi riscontrabili in composizioni architettoniche storicamente note riconducano a sistemi più o meno equilibrati (es. la piazza del Campidoglio di Michelangelo).

Il codice delle dimensioni è strumento di progettazione o verifica progettuale che si fonda su una condizione archetipica di soddisfazione percettiva (es. obelisco in una piazza). La classificazione in elementi piccoli, stretti e piani, vasti, alti o grandi coincide con le principali semi lavorazioni dei materiali (il metallo per esempio: piccole fusioni, lastre, coils, profilati, grandi fusioni) e comunque in esso è possibile rintracciare gli elementi costitutivi di base di ogni costruzione umana.

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